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LA PRINCIPESSA UKOK - Tattoo studio a Bergamo di Haiva Romanello

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LA PRINCIPESSA UKOK E LE MUMMIE TATUATE PAZYRYK

  
Le mummie di Altai devono il loro nome al mongolo “altan” che significa “oro”. Letteralmente “montagne d’oro”. Colline, altopiani ed aree semidesertiche si susseguono, intervallate da fiumi e laghi limpidi, formando le due riserve naturali di Katunskij ed Altajskij
L’altopiano di Ukok è raggiungibile solo d’estate, quando la neve si scioglie e ne libera i passi. Ci sono però zone di permafrost, ossia di ghiaccio perenne, dove la neve non si scioglie mai. Proprio in una di queste zone, a Pazyryk, nel 1993, una spedizione archeologica portò alla luce un antico kurgan. Il kurgan è un tumulo di terra e pietre ove, secondo la cultura eurasiatica dell’Età del Bronzo, venivano sepolti individui di alto rango. Il kurgan sepolcrale qui ritrovato conteneva, perfettamente conservato dal terreno ghiacciato, il corpo mummificato di una giovane donna cul cui corpo appaiono numerosi tatuaggi. Le analisi antropologiche ed archeologiche sulla mummia, hanno permesso di acquisire straordinarie informazioni sulla sua vita e sulla civiltà di cui faceva parte: i Pazyryk.
principessa tattoo
L’analisi di reperti rinvenuti nel sepolcro ci permettono di identificare lo status del defunto.Il sepolcro, in legno e oro, conteneva numerosi corredi funebri. Erano presenti gioielli, armi, un contenitore per erbe officinali, uno strumento musicale simile ad un arpa, uno specchio divinatorio e dei rudimentali trucchi blu-verdi in vivianite. Attorno al sepolcro vi erano inoltre seppelliti sei cavalli, adornati e sellati.
Assieme a lei, nel kurgan sepolcrale, sono stati rinvenuti anche due individui maschili, anch’essi con vari tatuaggi. Date le numerose armi che costituivano il corredo dei due uomini erano presumibilmente cavalieri. Gli abiti indossati dalla ragazza e dai cavalieri erano estremamente lussuosi, colorati a mano e provenienti da paesi lontani. La seta presente, insolita visto il clima, proveniva infatti non dalla vicina Cina, ma bensì dalle Indie. L’indumento principale era rappresentato da una lunga tunica di lana ed un cappotto di pelliccia. Ai piedi venivano indossati dei calzari in feltro, poi riscontrati come elemento unisex anche in altri membri del popolo Pazyryk.
osso tatuaggio
Corpo della Principessa dei Ghiacci
Gli elementi riscontrati, hanno dunque conferito alla mummia il soprannome di “Principessa dei Ghiacci” o “Principessa Altai”.

Un altro aspetto singolare degli individui, come detto, era la loro pelle completamente tatuata. Su mani, dita e braccia vi erano incisi tatuaggi complessi ed elaborati, simbolo anche di una certa maestria nell’arte del tatuaggio.
I disegni, prevalentemente naturalistici, venivano realizzati probabilmente grazie ad un ago che creava minuscoli fori sulla pelle. Successivamente il tutto veniva strofinato con una mistura di fuliggine e grasso.
Tra questi tatuaggi, ve ne sono molti ben conservati e definiti. In particolare, sulla spalla sinistra, spicca il tatuaggio di un cervo con corna fiammeggianti e becco da grifone. Lo stesso soggetto si ritrova anche nei tatuaggi al polso. Esso rappresenta una delle tante versioni del drago della Dea, che veneravano. L’animale è legato alla magia e al totemismo, capace di volare e strisciare sottoterra, era Protettore delle acque e Signore dell’aria e del fuoco. Poco più in basso rispetto alla spalla sinistra, vi è invece una pecora cornuta, forse un argali, tipico dei monti Altai, ai cui piedi è ritratto un leopardo delle nevi.
  
Ma quale era dunque la storia della Principessa del Popolo Pazyryk?

Morta intorno ai 25 anni di età, circa 2500 anni fa, le indagini paleopatologiche hanno consentito di determinarne la causa. Attraverso una risonanza magnetica della mummia è stato possibile osservare osteomielite, ossia un’infezione del midollo osseo. Inoltre, presumibilmente attorno ai 20 anni, la principessa si ammalò di cancro al seno. È infatti presente un tumore al seno destro con metastasi nei linfonodi. Le sue spoglie presentano inoltre traumi alla testa ed agli arti, tipici di chi combatte a cavallo.

Forse è anche questo il motivo della sepoltura con erbe officinali. In particolare, nel contenitore di erbe officinali rinvenuto, è stata riscontrata, tra le altre, la Cannabis Sativa, probabilmente ad uso terapeutico per i problemi di salute della Principessa. Questo non esclude però che possa trattarsi anche di una sciamana e che le erbe officinali non fossero altro che parte integrante dei suoi rituali. L’analisi di pollini ed erbe officinali riscontrate nel sepolcro ha permesso di individuare la stagione di sepoltura: in primavera.

L’esame del DNA della Principessa ha permesso di ottenere nuovi dati sull’antica cultura degli Sciiti e sulla posizione culturale del popolo Pazyryk. Da tali analisi è emerso però un genotipo diverso da quello dei popoli dell’Altai: la cultura Pazyryk era molto più simile ai Samoiedi con elementi iraniano-caucasici. Non era dunque per niente collegata ai monti Altai. Non é ancora stato rinvenuto niente di simile circa la cultura Pazyryk. Pertanto possiamo concludere che conducessero una vita prettamente nomade.
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